L’allenatore e lo scouting

Abbiamo approfondito in molti articoli quanto sia nevralgico il ruolo del tecnico in una squadra, a tutti i livelli e in qualsiasi categoria. Lavorando nell’ambito dello scouting da un paio di decenni, mi rendo conto di quanto sia decisivo l’allenatore di una squadra nell’ambito della ricerca dei giocatori relativamente al ruolo che bisogna proporre.
La conoscenza del mister e’ fondamentale, capire cosa pensa, quali sono le sue priorità, come interpreta il calcio, sapere il modulo che preferisce con le sue varianti e la tipologia delle caratteristiche degli atleti relativamente al settore di gioco, rappresentano le basi per proporre dei prospetti all’area tecnica. Per cui il passaggio fondamentale e’ rappresentato dai desiderata del mister circa il ruolo da implementare, a cui il direttore sportivo deve dare seguito con le direttive da fornire all’area scouting.
Ma quali sono i giocatori che, dopo essere stati opportunamente filtrati con il lavoro individuale dello scout, con le relazioni incrociate svolte dagli altri osservatori, con la visione dal vivo e con il giudizio finale del responsabile dell’area tecnica, saranno finalmente acquistati?
Tralasciando l’aspetto economico che, comunque, porta allo scartare a priori una serie di giocatori ed è il motivo per cui per ogni ruolo da occupare vanno proposti una serie di prospetti e, tralasciando la partecipazione del mister al lavoro di scouting, che può essere interpellato o meno a fornire il suo parere – dipende dai rapporti in seno alla società e dalla forza del mister – quali sono i ragionamenti sottesi al proporre un giocatore piuttosto che un altro?
Dipende fondamentalmente dalla capacità del mister di migliorare i giocatori che gli vengono messi a disposizione! Faccio due esempi di quanto il lavoro dello staff tecnico abbia contribuito a cambiare i connotati di giocatori pieni di difetti quando furono acquistati, ma dal potenziale immenso che i bravi scout furono in grado di individuare. Mi riferisco a Koulibaly al Napoli che nel primo anno di Benitez ne combinava ogni partita e che Sarri ha contribuito a rendere uno dei primi cinque centrali del mondo e mi riferisco a Skriniar, che Giampaolo in un anno alla Sampdoria, ha fatto diventare giocatore vero. Questi sono esempi eclatanti del plusvalore che un tecnico con il suo staff risulta in grado di attribuire ai giocatori che gli vengono messi a disposizione. Un esempio recente e’ rappresentato da Rrhamani, difensore puro questa estate e atleta in grado di iniziare il gioco con profitto dalla difesa dopo un anno di Juric, diventando quindi oggetto dell’interesse del Napoli.
Quindi lo scout quando ha certi allenatori, non dimenticando tra questi Gasperini, può “osare” e può offrire prospetti con difetti migliorabili, sulla base di pregi evidenti in grado inizialmente di oscurarli. Addirittura lo scout con un tecnico così bravo nel migliorare i giocatori, può, sulla base della conoscenza analitica del modo di vedere il calcio del suo mister, vedere calciatori in un ruolo ed immaginarli incastonati in altri ruoli o addirittura settori del progetto tattico. Un esempio pratico può rendere al meglio il concetto: l’Atalanta ha un modo “unico” di proporre calcio, per cui, simile al concetto di gioco elaborato dagli uomini di Gasperini, a parte il Verona del suo discepolo calcistico Juric, in Europa vedo solo il Lask Linz in Austria. E quindi, dato che non puoi “rubare” giocatori a queste due sole squadre, devi “immaginare ed ipotizzare” un giocatore nel contesto di quel particolare schema e modo di estrinsecarsi dell’Atalanta, andando a lavorare su altri aspetti, quali per esempio la forza e la capacità di corsa. Czyborra esterno recentemente acquistato dall’ Heracles in Olanda, non mi risulta facesse l’esterno di tutta fascia come farà nella nuova squadra, ma il terzino mancino in una squadra che difendeva a quattro, ma presumibilmente l’area tecnica orobica lo ha ritenuto idoneo a quel progetto tattico. Per concludere, risulta evidente l’importanza di una conoscenza reciproca e di grande feeling tra il mister e l’area tecnica, in modo che il primo possa nobilitare il lavoro del secondo e viceversa, evitando contrasti che possono diventare insormontabili nel prosieguo della stagione.

The coach and scouting

Article translated by Goog

We have explored in many articles how crucial the technician’s role is in a team, at all levels and in any category. Working in the field of scouting for a couple of decades, I realize how decisive the coach of a team is in the search for players in relation to the role that must be proposed.
The knowledge of the coach is fundamental, understanding what he thinks, what his priorities are, how he interprets football, knowing the module he prefers with his variants and the type of characteristics of the athletes in relation to the game sector, represent the bases to propose of the technical area brochures. So the fundamental step is represented by the coach’s wishes regarding the role to be implemented, which the sports director must follow up with the directives to be provided to the scouting area.
But what are the players who, after having been appropriately filtered with the individual work of the scout, with the cross relations carried out by the other observers, with the live view and with the final judgment of the manager of the technical area, will finally be purchased?
Leaving aside the economic aspect which, however, leads to the discarding of a series of players a priori and this is the reason why for each role to be occupied a series of prospects must be proposed and, leaving out the participation of the coach in the scouting work, which can be asked or not to provide his opinion – it depends on the relationships within the club and the strength of the coach – what are the reasons behind proposing one player rather than another?
It basically depends on the coach’s ability to improve the players that are made available to him! I give two examples of how the work of the technical staff helped to change the connotations of flawed players when they were purchased, but from the immense potential that the good scouts were able to identify. I am referring to Koulibaly at Napoli who in the first year of Benitez combined every game and that Sarri has contributed to making one of the top five power stations in the world and I am referring to Skriniar, who Giampaolo in a year at Sampdoria, made to become a real player. These are striking examples of the surplus value that a technician with his staff is able to attribute to the players who are made available to him. A recent example is represented by Rrhamani, a pure defender this summer and an athlete capable of starting the game with profit from the defense after a year of Juric, thus becoming the object of Napoli’s interest.
So the scout when he has certain coaches, not forgetting among these Gasperini, can “dare” and can offer prospects with defects that can be improved, on the basis of evident qualities that can initially obscure them. Even the scout with a technician so good at improving the players, can, based on the analytical knowledge of his coach’s way of seeing football, see players in a role and imagine them embedded in other roles or even sectors of the tactical project. A practical example can make the concept better: Atalanta has a “unique” way of proposing football, so, similar to the game concept developed by Gasperini’s men, apart from the Verona of his football disciple Juric, in Europe I see only the Lask Linz in Austria. And therefore, since you cannot “steal” players from these two teams, you must “imagine and hypothesize” a player in the context of that particular Atalanta scheme and way of manifesting himself, going to work on other aspects, such as the strength and running ability. External Czyborra recently purchased by Heracles in the Netherlands, I am not aware of the fact that he did the full-fledged exterior as he will in the new team, but the left-back in a team that defended four, but presumably the Orobic technical area deemed him suitable for that tactical project. To conclude, the importance of mutual knowledge and great feeling between the coach and the technical area is evident, so that the former can ennoble the work of the latter and vice versa, avoiding contrasts that can become insurmountable in the rest of the season.

O treinador e o escotismo

Artigo traduzido por Goog

Exploramos em muitos artigos a importância do papel do técnico em uma equipe, em todos os níveis e em qualquer categoria. Trabalhando no campo de escotismo por algumas décadas, percebo como o treinador de uma equipe é decisivo na busca de jogadores em relação ao papel que deve ser proposto.
O conhecimento do técnico é fundamental, entender o que ele pensa, quais são suas prioridades, como ele interpreta o futebol, conhecer o módulo que ele prefere com suas variantes e o tipo de características dos atletas em relação ao setor de jogo, representam as bases a serem propostas. das brochuras da área técnica. Portanto, a etapa fundamental é representada pelos desejos do técnico quanto ao papel a ser implementado, que o diretor de esportes deve seguir com as diretrizes a serem fornecidas à área de escotismo.
Mas quais são os jogadores que, depois de terem sido adequadamente filtrados pelo trabalho individual do olheiro, pelas relações cruzadas realizadas pelos outros observadores, pela exibição ao vivo e pelo julgamento final do gerente da área técnica, serão finalmente comprados?
Deixando de lado o aspecto econômico que, no entanto, leva ao descarte de uma série de jogadores a priori e essa é a razão pela qual, para cada função ocupada, uma série de perspectivas deve ser proposta e, deixando de lado a participação do treinador no trabalho de aferição. pedido ou não para opinar – depende das relações dentro do clube e da força do treinador – quais são as razões por trás da proposta de um jogador em vez de outro?
Depende basicamente da capacidade do treinador de melhorar os jogadores que estão disponíveis para ele! Dou dois exemplos de como o trabalho da equipe técnica ajudou a mudar as conotações de jogadores defeituosos quando eles foram comprados, mas pelo imenso potencial que os bons olheiros conseguiram identificar. Refiro-me a Koulibaly no Napoli, que no primeiro ano do Benitez combinou todos os jogos e que Sarri ajudou a fazer uma das cinco principais usinas de energia do mundo e refiro-me a Skriniar, que Giampaolo em um ano em Sampdoria, tornou-se um verdadeiro jogador. Estes são exemplos impressionantes da mais-valia que um técnico com sua equipe é capaz de atribuir aos jogadores que são disponibilizados a ele. Um exemplo recente é representado por Rrhamani, um defensor puro neste verão e um atleta capaz de começar o jogo com lucro com a defesa após um ano de Juric, tornando-se objeto de interesse do Napoli.
Assim, o batedor quando ele tem certos treinadores, sem se esquecer entre esses Gasperini, pode “ousar” e oferecer perspectivas com defeitos que podem ser melhorados, com base em qualidades evidentes que podem inicialmente obscurecê-los. Mesmo o olheiro com um técnico tão bom em melhorar os jogadores, pode, com base no conhecimento analítico da maneira como vê o futebol de seu treinador, ver jogadores em um papel e imaginá-los incorporados em outros papéis ou mesmo setores do projeto tático. Um exemplo prático pode melhorar o conceito: Atalanta tem uma maneira “única” de propor futebol; portanto, semelhante ao conceito de jogo desenvolvido pelos homens de Gasperini, além do Verona de seu discípulo de futebol Juric, na Europa, vejo apenas o Lask Linz na Áustria. E, portanto, como você não pode “roubar” jogadores dessas duas equipes, você deve “imaginar e colocar a hipótese” de um jogador no contexto desse esquema específico de Atalanta e na maneira de se manifestar, trabalhando em outros aspectos, como o força e capacidade de corrida. Czyborra externo comprado recentemente por Heracles na Holanda, eu não acho que ele fez o exterior de toda a banda como fará no novo time, mas o lateral esquerdo em um time que defendeu quatro, mas presumivelmente a área técnica oróbica o considerou adequado para esse projeto tático. Para concluir, é evidente a importância do conhecimento mútuo e do grande sentimento entre o técnico e a área técnica, para que o primeiro possa enobrecer o trabalho do segundo e vice-versa, evitando contrastes que podem se tornar intransponíveis no restante da temporada.

Der Trainer und Scouting

Artikel übersetzt von Goog

Wir haben in vielen Artikeln untersucht, wie wichtig die Rolle des Technikers in einem Team auf allen Ebenen und in jeder Kategorie ist. Ich arbeite seit einigen Jahrzehnten auf dem Gebiet des Scouting und erkenne, wie entscheidend der Trainer eines Teams bei der Suche nach Spielern in Bezug auf die Rolle ist, die vorgeschlagen werden muss.
Das Wissen des Trainers ist von grundlegender Bedeutung. Das Verständnis dessen, was er denkt, was seine Prioritäten sind, wie er Fußball interpretiert, das Wissen, welches Modul er mit seinen Varianten bevorzugt, und die Art der Merkmale der Athleten in Bezug auf den Spielsektor sind die Grundlagen, die vorgeschlagen werden müssen der technischen Bereich Broschüren. Der grundlegende Schritt besteht also in den Wünschen des Trainers nach der zu implementierenden Rolle, die der Sportdirektor mit den Anweisungen befolgen muss, die dem Pfadfinderbereich zu erteilen sind.
Aber was sind die Spieler, die, nachdem sie mit der individuellen Arbeit des Scouts, den von den anderen Beobachtern durchgeführten Querbeziehungen, der Live-Ansicht und dem endgültigen Urteil des Managers des technischen Bereichs angemessen gefiltert wurden, endgültig gekauft werden?
Abgesehen von dem wirtschaftlichen Aspekt, der jedoch dazu führt, dass eine Reihe von Spielern a priori verworfen wird, muss aus diesem Grund für jede zu besetzende Rolle eine Reihe von Perspektiven vorgeschlagen werden, und abgesehen von der Teilnahme des Trainers an der Scouting-Arbeit, die möglich ist gefragt oder nicht, seine Meinung zu äußern – es hängt von den Beziehungen innerhalb des Unternehmens und der Stärke des Trainers ab – was sind die Gründe dafür, einen Spieler anstelle eines anderen vorzuschlagen?
Es hängt im Wesentlichen von der Fähigkeit des Trainers ab, die ihm zur Verfügung gestellten Spieler zu verbessern! Ich gebe zwei Beispiele dafür, wie die Arbeit des technischen Personals dazu beigetragen hat, die Konnotation fehlerhafter Spieler beim Kauf zu ändern, aber aufgrund des immensen Potenzials, das die guten Scouts identifizieren konnten. Ich beziehe mich auf Koulibaly in Napoli, der im ersten Jahr von Benitez jedes Spiel kombiniert hat und dass Sarri dazu beigetragen hat, eines der fünf besten Kraftwerke der Welt zu machen, und ich beziehe mich auf Skriniar, der Giampaolo in einem Jahr in Sampdoria zu einem echten Spieler gemacht hat. Dies sind eindrucksvolle Beispiele für den Mehrwert, den ein Techniker mit seinen Mitarbeitern den Spielern zuschreiben kann, die ihm zur Verfügung gestellt werden. Ein aktuelles Beispiel ist Rrhamani, ein reiner Verteidiger in diesem Sommer und ein Athlet, der in der Lage ist, das Spiel nach einem Jahr Juric mit Gewinn aus der Verteidigung zu beginnen, und somit zum Gegenstand von Napolis Interesse wird.
So kann der Scout, wenn er bestimmte Trainer hat, nicht zu vergessen unter diesen Gasperini, “wagen” und Aussichten mit Mängeln bieten, die auf der Grundlage offensichtlicher Eigenschaften, die sie zunächst verdecken können, verbessert werden können. Selbst der Scout mit einem Techniker, der so gut darin ist, die Spieler zu verbessern, kann auf der Grundlage des analytischen Wissens darüber, wie er den Fußball seines Trainers sieht, Spieler in einer Rolle sehen und sich vorstellen, dass sie in andere Rollen oder sogar Bereiche des taktischen Projekts eingebettet sind. Ein praktisches Beispiel kann das Konzept verbessern: Atalanta hat eine “einzigartige” Art, Fußball vorzuschlagen. Ähnlich wie das von Gasperinis Männern entwickelte Spielkonzept, abgesehen von der Verona seines Fußballschülers Juric, sehe ich in Europa nur der Lask Linz in Österreich. Und deshalb, da Sie keine Spieler aus diesen beiden Teams “stehlen” können, müssen Sie sich einen Spieler im Kontext dieses speziellen Atalanta-Schemas und seiner Art, sich zu manifestieren, “vorstellen und hypothetisieren”, um an anderen Aspekten wie dem zu arbeiten Kraft und Lauffähigkeit. Externe Czyborra, die kürzlich von Heracles in den Niederlanden gekauft wurde, ist mir nicht bewusst, dass er das vollwertige Äußere wie im neuen Team ausgeführt hat, sondern der Linksverteidiger in einem Team, das vier verteidigte, aber vermutlich der technische Bereich von Orobic, für den er geeignet war dieses taktische Projekt. Zusammenfassend lässt sich sagen, wie wichtig gegenseitiges Wissen und ein gutes Gefühl zwischen dem Trainer und dem technischen Bereich sind, damit erstere die Arbeit des letzteren veredeln können und umgekehrt, wobei Kontraste vermieden werden, die im Rest der Saison unüberwindbar werden können.

El entrenador y el explorador

Artículo traducido por Goog

Hemos explorado en muchos artículos cuán crucial es el papel del técnico en un equipo, en todos los niveles y en cualquier categoría. Trabajando en el campo de la exploración durante un par de décadas, me doy cuenta de lo decisivo que es el entrenador de un equipo en la búsqueda de jugadores en relación con el papel que se debe proponer.
El conocimiento del entrenador es fundamental, entender lo que piensa, cuáles son sus prioridades, cómo interpreta el fútbol, ​​conocer el módulo que prefiere con sus variantes y el tipo de características de los atletas en relación con el sector del juego, representan las bases para proponer del área técnica de folletos. Por lo tanto, el paso fundamental está representado por los deseos del entrenador con respecto al rol a implementar, que el director deportivo debe cumplir con las directivas que se proporcionarán al área de exploración.
¿Pero cuáles son los jugadores que, después de haber sido filtrados adecuadamente con el trabajo individual del explorador, con las relaciones cruzadas llevadas a cabo por los otros observadores, con la vista en vivo y con el juicio final del gerente del área técnica, finalmente serán adquiridos?
Dejando a un lado el aspecto económico que, sin embargo, lleva al descarte de una serie de jugadores a priori y esta es la razón por la cual cada rol que debe ocuparse debe proponerse una serie de perspectivas y, dejando fuera la participación del entrenador en el trabajo de exploración, que puede ser preguntó o no para dar su opinión, depende de las relaciones dentro de la empresa y la fortaleza del entrenador, ¿cuáles son las razones detrás de proponer un jugador en lugar de otro?
¡Básicamente depende de la habilidad del entrenador para mejorar a los jugadores que están disponibles para él! Doy dos ejemplos de cómo el trabajo del personal técnico ayudó a cambiar las connotaciones de los jugadores defectuosos cuando fueron comprados, pero del inmenso potencial que los buenos exploradores pudieron identificar. Me refiero a Koulibaly en Napoli que en el primer año de Benítez combinó todos los juegos y que Sarri ayudó a hacer una de las cinco principales centrales eléctricas del mundo y me refiero a Skriniar, quien Giampaolo en un año en Sampdoria, hizo para convertirse en un jugador real. Estos son ejemplos sorprendentes del valor excedente que un técnico con su personal puede atribuir a los jugadores que están disponibles para él. Un ejemplo reciente está representado por Rrhamani, un defensor puro este verano y un atleta capaz de comenzar el juego con ganancias de la defensa después de un año de Juric, convirtiéndose así en el objeto del interés de Napoli.
Por lo tanto, el explorador cuando tiene ciertos entrenadores, sin olvidar a estos Gasperini, puede “atreverse” y ofrecer perspectivas con defectos que pueden mejorarse, sobre la base de cualidades evidentes que inicialmente pueden oscurecerlos. Incluso el explorador con un técnico tan bueno para mejorar a los jugadores puede, basándose en el conocimiento analítico de la forma en que su entrenador ve el fútbol, ​​ver a los jugadores en un rol e imaginarlos integrados en otros roles o incluso sectores del proyecto táctico. Un ejemplo práctico puede mejorar el concepto: Atalanta tiene una forma “única” de proponer fútbol, ​​por lo que, similar al concepto de juego desarrollado por los hombres de Gasperini, aparte del Verona de su discípulo de fútbol Juric, en Europa veo solo el Lask Linz en Austria. Y, por lo tanto, dado que no puede “robar” jugadores de estos dos equipos, debe “imaginar e hipotetizar” a un jugador en el contexto de ese esquema particular de Atalanta y su forma de manifestarse, yendo a trabajar en otros aspectos, como el fuerza y ​​habilidad para correr. El Czyborra externo comprado recientemente por Heracles en los Países Bajos, no estoy al tanto del hecho de que hizo el exterior completo como lo hará en el nuevo equipo, pero el lateral izquierdo en un equipo que defendió a cuatro, pero presumiblemente el área técnica de Orobic lo consideró adecuado para ese proyecto táctico Para concluir, la importancia del conocimiento mutuo y el gran sentimiento entre el entrenador y el área técnica es evidente, por lo que el primero puede ennoblecer el trabajo del segundo y viceversa, evitando contrastes que pueden volverse insuperables en el resto de la temporada.

L’entraîneur et le scout

Article traduit par Goog

Nous avons exploré dans de nombreux articles à quel point le rôle du technicien est crucial dans une équipe, à tous les niveaux et dans toutes les catégories. Travaillant dans le domaine du scoutisme depuis quelques décennies, je me rends compte à quel point l’entraîneur d’une équipe est décisif dans la recherche de joueurs par rapport au rôle qui doit être proposé.
La connaissance de l’entraîneur est fondamentale, comprendre ce qu’il pense, quelles sont ses priorités, comment il interprète le football, connaître le module qu’il préfère avec ses variantes et le type de caractéristiques des athlètes par rapport au secteur du jeu, représentent les bases à proposer des brochures du domaine technique. Ainsi, l’étape fondamentale est représentée par les souhaits de l’entraîneur concernant le rôle à mettre en œuvre, que le directeur sportif doit suivre avec les directives à fournir à la zone de dépistage.
Mais quels sont les joueurs qui, après avoir été correctement filtrés avec le travail individuel du scout, avec les relations croisées menées par les autres observateurs, avec la vue en direct et avec le jugement final du directeur de la zone technique, seront finalement achetés?
Laissant de côté l’aspect économique qui conduit cependant au rejet d’une série de joueurs a priori et c’est la raison pour laquelle pour chaque rôle à occuper une série de perspectives doit être proposée et, en laissant de côté la participation de l’entraîneur au travail de dépistage, qui peut être demandé ou non de donner son avis – cela dépend des relations au sein de l’entreprise et de la force de l’entraîneur – quelles sont les raisons pour lesquelles proposer un joueur plutôt qu’un autre?
Cela dépend essentiellement de la capacité de l’entraîneur à améliorer les joueurs mis à sa disposition! Je donne deux exemples de la façon dont le travail du personnel technique a contribué à changer la connotation des joueurs défectueux lors de leur achat, mais à partir du potentiel immense que les bons éclaireurs ont pu identifier. Je fais référence à Koulibaly à Napoli qui, au cours de la première année de Benitez, a combiné tous les matchs et que Sarri a contribué à faire l’une des cinq premières centrales électriques au monde et je fais référence à Skriniar, que Giampaolo en un an à Sampdoria, a fait pour devenir un vrai joueur. Ce sont des exemples frappants de la plus-value qu’un technicien avec son personnel est en mesure d’attribuer aux joueurs qui sont mis à sa disposition. Un exemple récent est représenté par Rrhamani, un pur défenseur cet été et un athlète capable de commencer le match avec le bénéfice de la défense après un an de Juric, devenant ainsi l’objet de l’intérêt de Napoli.
Ainsi le scout quand il a certains entraîneurs, sans oublier parmi ces Gasperini, peut “oser” et peut offrir des perspectives avec des défauts qui peuvent être améliorés, sur la base de qualités évidentes qui peuvent initialement les obscurcir. Même le scout avec un technicien si bon pour améliorer les joueurs peut, sur la base des connaissances analytiques de la façon dont son entraîneur voit le football, voir les joueurs dans un rôle et les imaginer intégrés dans d’autres rôles ou même des secteurs du projet tactique. Un exemple pratique peut améliorer le concept: Atalanta a une façon “unique” de proposer le football, donc, similaire au concept de jeu développé par les hommes de Gasperini, en dehors de Vérone de son disciple de football Juric, en Europe je vois seul le Lask Linz en Autriche. Et donc, comme vous ne pouvez pas “voler” des joueurs de ces deux équipes, vous devez “imaginer et émettre une hypothèse” un joueur dans le contexte de ce schéma Atalanta particulier et de la manière de se manifester, en travaillant sur d’autres aspects, tels que le force et capacité de course. Czyborra externe récemment acheté par Heracles aux Pays-Bas, je ne suis pas conscient du fait qu’il a fait l’extérieur à part entière comme il le fera dans la nouvelle équipe, mais l’arrière gauche dans une équipe qui en a défendu quatre, mais sans doute la zone technique Orobic l’a jugé approprié pour ce projet tactique. Pour conclure, l’importance de la connaissance mutuelle et du grand ressenti entre l’entraîneur et le domaine technique est évidente, de sorte que le premier peut ennoblir le travail du second et vice versa, en évitant les contrastes qui peuvent devenir insurmontables le reste de la saison.

L’allenatore, gestore o costruttore?

La scelta del tecnico, lo abbiamo scritto in numerosi articoli, è elemento cruciale nella costruzione e nell’economia di una squadra. È la persona a cui affidi il progetto tecnico, ovvero colui che deve dare concretezza ad una serie di idee che hanno preceduto la definizione e l’assemblamento della squadra.

Il mister, si è detto, deve essere in primis “empatico” e deve avere doti di comunicazione importanti, perché deve gestire dapprima un gruppo di lavoro composto dai suoi collaboratori (Inzaghi alla Lazio ne ha undici!) per poi, insieme a questo, andare a gestire la squadra adattandosi alle caratteristiche umane dei componenti, cercando di ottenere il massimo.

Nella costruzione di una squadra e nella scelta del timoniere, bisogna capire in primis il club per cui si lavora, da cui derivano le qualità che il tecnico deve possedere. Può quindi gestire un gruppo fatto di personalità tecniche notevoli o può piuttosto lavorare su giovani di qualità che devono essere messi nelle migliori condizioni per dimostrare il loro valore. A seconda dell’una o dell’altra categoria va effettuata una scelta, da cui poi possono esserci delle derivazioni, ma tipicamente gli allenatori possono essere assimilati in questi due gruppi, dove tra il gestore puoi magari inserire il tecnico adatto alla salvezza in serie A o adatto a vincere la serie B e, tra il costruttore puoi comunque mettere il tecnico che, con un progetto lungimirante, possa partire dalla B per poi cercare di salire in A possibilmente dando delle fondamenta che lo possano consolidare nella serie superiore.

Per rendere l’idea di questa sorta di dualismo possiamo mettere Allegri o Mancini nella categoria dei gestori, con Gasperini e Giampaolo in quella dei costruttori.

Si diceva che sono le caratteristiche e la composizione e del club a stabilire la tipologia del mister a cui affidarsi. Alla Juventus, per esempio, considerando i giocatori a disposizione, c’è bisogno più di un gestore (non entriamo nel merito della scelta di Sarri, la cui carriera dimostra che ha anche notevoli capacità di saper costruire e cui accenneremo più avanti), mentre al Napoli c e’ bisogno di un costruttore che possa migliorare attraverso un gioco propositivo i giocatori a disposizione, allo scopo di rivenderli per generare una plusvalenza e Gattuso, con il ritorno al 4-3-3, modulo propositivo per eccellenza, potrebbe davvero risultare essere il profilo giusto per quel tipo di piazza.

Sulla base di quanto asserito, si possono meglio comprendere certe scelte di squadre, che hanno avvicendato una guida con caratteristiche non coerenti con la tipologia del progetto. Il Sassuolo ha salutato due anni fa Iachini, dopo una salvezza ottenuta con un filotto di vittorie, per affidarsi a De Zerbi o il Verona, lo scorso anno, ha salutato Aglietti dopo la vittoria del campionato, per affidarsi a Juric.

Questi sono esempi il cui esito finale risulta positivo. Ci sono anche esempi di tipologie opposte, con l’abbandono del mister più abituato a costruire, per affidarsi a un gestore che potesse portare in primis i risultati, come il Genoa che ha preferito le certezze di Nicola ai dubbi di Thiago Motta o il Milan che, incapace di assecondare Giampaolo, gli ha preferito Pioli.

Generalizzando, ma non descrivendo pienamente la realtà, il gestore si adatta alle caratteristiche dei giocatori cercando di ottenere i risultati sulla base delle individualità a disposizione, mentre il costruttore è colui che regala una coralità e un gioco d’assieme alla squadra.
A Sassuolo, per esempio, hanno bisogno di generare almeno un paio di plusvalenze ogni anno per garantirsi la sopravvivenza economica e l’autogestione; De Zerbi risulta quindi il profilo migliore, perché migliora davvero le qualità individuali di ogni giocatore inserito in un contesto tattico altamente organizzato.

La domanda magari da porci e’ se un tecnico con acclarate qualita’ di costruttore, possa essere capace di dispiegarsi in una realta’ dove sono richieste caratteristiche da gestore. La Juventus, in tal senso, potrà darci importanti risposte nell’immediato futuro.
Dopo aver delineato qualità dei tecnici e tipologie di squadre, ritengo pacifico che si affidi la nazionale ad un gestore piuttosto che a un costruttore e la mancata recente qualificazione ai Mondiali con un tecnico come Ventura, bisognoso di tempo per imprimere il suo marchio e dare un gioco ad una compagine, risultando facilmente accostabile alla categoria dei costruttori, depone in tal senso.

Ma l’allenatore è davvero cosi decisivo?

Per anni ho studiato le carriere degli allenatori con un approccio per lo più basato sui numeri. Fino alla cessazione della pubblicazione dell’annuario statistico di Claudio Nassi “Tuttocalcio” avvenuta esattamente venti anni fa, mi sono occupato della stesura delle carriere dei tecnici che allenavano dalla serie A alla C 2 e degli scontri diretti tra gli stessi (fondamentale in tal senso era avere conoscenza della giornata di un eventuale esonero o subentro, per avere numeri rispondenti al massimo alla realtà). Facile in tal senso avere contabilità delle partite tra allenatori di serie A, ma non semplice era aggiornare gli scontri diretti tra tecnici che avevano allenato solo in C 2 che, all’epoca aveva quattro gironi che si univano ai due di C 1. Lavoro entusiasmante fatto molti anni prima dell’avvento di internet che voleva regalare informazioni “di spessore” agli addetti ai lavori. Dallo studio dei numeri emergevano dei dettagli che potevano fare la differenza e anche consuetudini, nel senso che esistevano tipologie di allenatori per esempio molto bravi quando subentravano (ricordo tra questi Nando Veneranda) oppure altri che venivano esonerati quando partivano dall’inizio, o tecnici le cui squadre partivano molto bene a livello di risultati, per poi calare alla distanza  e poi, tecnici le cui squadre maturavano pienamente nel girone di ritorno diventando imbattibili (ricordo le compagini guidate da Pino Caramanno)  o ancora tecnici che pareggiavano molto (erano anche gli anni in cui il pareggio valeva un punto e la vittoria due punti, tra questi primeggiava Giancarlo Cade’). Va da se che le prime informazioni che si potevano desumere erano quelle riguardanti le vittorie dei campionati (Giorgio Rumignani e Gigi Boccolini ne vinsero tanti) o le retrocessioni (Angelo Becchetti ne colleziono’ molte perche il più delle volte subentrava in situazioni disperate e non riusciva ad evitare la categoria inferiore).  E quindi, fino a qualche anno fa conoscevo le carriere di tutti gli allenatori che avevano allenato dalla serie A alla serie D che aggiornavo ogni anno. Spesso vedevo affidate panchine importanti a tecnici senza buoni palmares e mi facevo una serie di domande sui motivi per cui venivano ingaggiati e la cui risposta era da rivenire il più delle volte nella mancata competenza dei dirigenti che, magari, non avevano capacità di saper leggere le statistiche.Venti anni che vivo il calcio dall’interno mi hanno consentito di dare spiegazioni ai numeri degli allenatori, ma la cosa più importante è che ho capito quanto sia nevralgico il ruolo che loro rivestono. L’allenatore è la persona a cui una società affida un progetto tecnico, che da puramente teorico, deve tramutarsi nella pratica. E’ il depositario finale delle idee e delle risorse che il responsabile dell’area tecnica e il settore scouting mettono a disposizione nell’allestimento della squadra. L’errore nella scelta del tecnico può costare il dilapidare una stagione calcistica nella sua interezza e comportare per un team un bagno di sangue a livello economico, perché la società mette a disposizione conoscenze tecniche e risorse monetarie importanti, che non trovano una corrispondenza nella validità del tecnico che può risultare non all’altezza da un lato, o non è stato messo nella condizione di dare il massimo dall’altro. Ma quale risulta l’errore più imperdonabile che oggi un allenatore può commettere? Non risiede nel disporre male una squadra in campo, o nel mettere i calciatori nel ruolo sbagliato, o nello scegliere un modulo non adeguato alle caratteristiche tecniche della squadra, che, comunque possono rappresentare sbagli non da poco. L’errore più importante che un tecnico oggi può commettere è l’incapacità di comprendere i caratteri dei giocatori a disposizione, o meglio, nel non avere “empatia” e non riuscire ad entrare in sintonia con gli atleti da allenare. Per chiunque, avere un capo a cui non riconosci qualità a livello di conoscenza della materia o che non stimi a livello umano, comporta come immediata conseguenza l’impossibilità di dare il massimo, lavorando con il freno a mano tirato. Non dai il cento per cento, ma ti limiti al compitino.I tempi sono cambiati e la presenza dei social ha mutato il modo di comunicare, dando un retaggio assoluto a situazioni che prima non venivano neanche prese in considerazione, per cui un tecnico oggi deve essere estremamente “moderno” ed aperto ad una serie di sollecitazioni che vanno portate a proprio favore. Un buon dirigente non solo deve sforzarsi di costruire una squadra che possa essere in sintonia con le idee tattiche del tecnico, ma lo deve scegliere senza sbagliare l’aspetto umano, nella consapevolezza che abbia una “apertura mentale” importante, da rinvenire ovviamente in una cultura adeguata. Un buon allenatore non solo deve saper parlare bene, pena la possibilità di “passare” in tempi rapidi sui social se altera un congiuntivo o un condizionale, perdendo di credibilità, ma deve avere grande capacità di ascolto. Sono cambiati i tempi del trattare umanamente tutti allo stesso modo, ma occorre avere linguaggi diversi rispetto a chi si ha di fronte ed un buon mister deve essere capace di adattarsi a chiunque sulla base dell’altrui cultura e sensibilità. E quindi, per concludere, un buon tecnico deve essere un grande comunicatore nell’accezione più ampia del termine.

Mais l’entraîneur est-il vraiment si décisif?

Article traduit par goog

Pendant des années, j’ai étudié la carrière des entraîneurs avec une approche principalement basée sur les nombres. Jusqu’à la publication de l’annuaire statistique de Claudio Nassi “Tuttocalcio” il y a exactement vingt ans, je me suis occupé de la rédaction des carrières des techniciens qui ont coaché ​​des séries A à C 2 et des affrontements directs entre eux (fondamentaux en ce sens était de connaître le jour d’une éventuelle dérogation ou prise de contrôle, d’avoir des chiffres qui correspondent autant que possible à la réalité). En ce sens, il était facile de garder une trace des matchs entre entraîneurs de Serie A, mais il n’était pas facile de mettre à jour les affrontements directs entre des techniciens qui n’avaient été formés qu’en C 2 qui, à l’époque, avaient quatre groupes rejoignant les deux de C 1.
Un travail passionnant fait de nombreuses années avant l’avènement d’Internet qui voulait donner des informations “épaisses” aux professionnels. De l’étude des chiffres sont ressortis des détails qui pouvaient faire la différence et aussi des coutumes, dans le sens où il y avait des types d’entraîneurs par exemple très bons quand ils prenaient le relais (je me souviens parmi ceux-ci Nando Veneranda) ou d’autres qui étaient exonérés quand ils ont commencé depuis le début, ou des techniciens dont les équipes ont très bien démarré en termes de résultats, puis ont chuté à distance puis, les techniciens dont les équipes ont pleinement mûri au deuxième tour devenant imbattables ou les techniciens qui ont beaucoup égalisé
Il va sans dire que la première information qui pouvait être déduite était celle concernant les victoires des championnats ou des relégations.
Souvent, j’ai vu des bancs importants confiés à des techniciens sans bon palmarès et je me suis posé une série de questions sur les raisons pour lesquelles ils ont été embauchés et dont la réponse se trouvait la plupart du temps dans le manque de compétence des managers qui, peut-être, n’avaient pas la capacité de savoir lire le statistiques.
Vingt ans de football vivant de l’intérieur m’ont permis de donner des explications sur le nombre d’entraîneurs, mais le plus important est que je comprenne à quel point le rôle qu’ils jouent est crucial. Le coach est la personne à qui une entreprise confie un projet technique qui, de pure théorie, doit se concrétiser. C’est le dépositaire final des idées et des ressources que le responsable du domaine technique et du secteur scout met à disposition dans la préparation de l’équipe.
L’erreur dans le choix du technicien peut coûter le gaspillage d’une saison de football dans son intégralité et conduire à un bain de sang économique pour une équipe, car l’entreprise met à disposition des connaissances techniques et des ressources monétaires importantes, qui ne correspondent pas à la validité du technicien qui n’est peut-être pas d’un côté ou qui n’a pas été mis en mesure de donner le meilleur de l’autre.
Mais quelle est l’erreur la plus impardonnable qu’un entraîneur puisse faire aujourd’hui? Il ne s’agit pas de mal organiser une équipe sur le terrain, de mettre les joueurs dans le mauvais rôle, ou de choisir un module qui ne convient pas aux caractéristiques techniques de l’équipe, ce qui peut cependant représenter des erreurs importantes.
L’erreur la plus importante qu’un technicien puisse commettre aujourd’hui est l’incapacité de comprendre les personnages des joueurs disponibles, ou plutôt, de ne pas avoir “d’empathie” et de ne pas pouvoir se connecter aux athlètes pour s’entraîner. Pour quiconque, avoir un vêtement dont on ne reconnaît pas la qualité en termes de connaissance de la matière ou que l’on n’aime pas sur le plan humain, entraîne comme conséquence immédiate l’impossibilité de donner le meilleur de lui-même, en travaillant avec le frein à main tiré. Vous ne donnez pas à cent pour cent, mais vous vous limitez à vos devoirs.
Les temps ont changé et la présence des médias sociaux a changé notre façon de communiquer, donnant un héritage absolu à des situations qui n’étaient même pas envisagées auparavant, donc un technicien doit aujourd’hui être extrêmement «moderne» et ouvert à une série de demandes qui ils doivent être amenés en leur faveur.

Un bon manager ne doit pas seulement s’efforcer de constituer une équipe à l’écoute des idées tactiques du technicien, mais doit le choisir sans se méprendre sur l’aspect humain, conscient qu’il a un important “esprit ouvert”, que l’on retrouve évidemment dans un culture adéquate. Un bon coach doit non seulement savoir bien parler, sous peine de pouvoir “passer” rapidement sur les réseaux sociaux s’il altère un subjonctif ou un conditionnel, perdant ainsi sa crédibilité, mais doit également avoir de grandes capacités d’écoute. Les temps de traiter humainement de la même manière ont changé, mais il est nécessaire d’avoir des langues différentes par rapport à celles devant vous et un bon coach doit être capable de s’adapter à n’importe qui sur la base de la culture et de la sensibilité des autres.
Et donc, pour conclure, un bon technicien doit être un grand communicateur au sens large du terme.

¿Pero el entrenador es realmente tan decisivo?

Artículo traducido por goog

Durante años he estudiado las carreras de entrenadores con un enfoque basado principalmente en los números. Hasta que la publicación del anuario estadístico de Claudio Nassi “Tuttocalcio” ocurrió exactamente hace veinte años, me encargué de la redacción de las carreras de los técnicos que entrenaron de la serie A a la C 2 y de los enfrentamientos directos entre ellos (fundamental en este sentido era tener conocimiento del día de una posible exención o adquisición, tener números que correspondan a la realidad tanto como sea posible). En este sentido, fue fácil hacer un seguimiento de los partidos entre los entrenadores de la Serie A, pero no fue fácil actualizar los enfrentamientos directos entre técnicos que solo habían entrenado en C 2 que, en ese momento, tenían cuatro grupos uniéndose a los dos de C 1.
Un trabajo emocionante realizado muchos años antes del advenimiento de Internet que quería dar información “densa” a los profesionales. Del estudio de los números surgieron detalles que podrían marcar la diferencia y también costumbres, en el sentido de que había tipos de entrenadores, por ejemplo, muy buenos cuando se hicieron cargo (recuerdo entre estos Nando Veneranda) u otros que estaban exentos cuando comenzaron desde el principio, o técnicos. cuyos equipos comenzaron muy bien en términos de resultados, luego cayeron a la distancia y luego, los técnicos cuyos equipos maduraron completamente en la segunda ronda se volvieron imbatibles o los técnicos que igualaron mucho
No hace falta decir que la primera información que se pudo inferir fue la relativa a las victorias de los campeonatos o las relegaciones.
A menudo veía bancos importantes encomendados a técnicos sin buenos palmarés y me hacía una serie de preguntas sobre las razones por las que fueron contratados y la respuesta se encontraba la mayor parte del tiempo en la falta de competencia de los gerentes que, tal vez, no tenían la capacidad de saber leer las estadísticas.
Veinte años de vivir el fútbol desde el interior me han permitido dar explicaciones a los números de los entrenadores, pero lo más importante es que entiendo cuán crucial es el papel que juegan. El coach es la persona a quien una empresa le confía un proyecto técnico, que desde un punto de vista puramente teórico, debe convertirse en práctica. Es el depósito final de ideas y recursos que el jefe del área técnica y el sector de exploración ponen a disposición en la preparación del equipo.
El error en la elección del técnico puede costar el despilfarro de una temporada de fútbol en su totalidad y conducir a un baño de sangre económico para un equipo, porque la compañía pone a disposición conocimientos técnicos e importantes recursos monetarios, que no coinciden con la validez. del técnico que puede no estar a un lado, o que no ha sido puesto en una posición para dar lo mejor del otro.
Pero, ¿cuál es el error más imperdonable que puede hacer un entrenador hoy? No reside en organizar mal a un equipo en el campo, ni en colocar a los jugadores en el rol incorrecto, ni en elegir un módulo que no sea apropiado para las características técnicas del equipo, que, sin embargo, pueden representar errores significativos.
El error más importante que un técnico puede cometer hoy es la incapacidad de comprender los personajes de los jugadores disponibles, o más bien, no tener “empatía” y no poder sintonizar a los atletas para entrenar. Para cualquier persona, tener una prenda que no reconoce la calidad en términos de conocimiento del material o que no estima a nivel humano, conlleva como consecuencia inmediata la imposibilidad de dar lo mejor de sí mismo, trabajando con el freno de mano tirado. No das el cien por ciento, pero te limitas a tu tarea.
Los tiempos han cambiado y la presencia de las redes sociales ha cambiado la forma en que nos comunicamos, dando una herencia absoluta a situaciones que ni siquiera se habían considerado antes, por lo que un técnico de hoy debe ser extremadamente “moderno” y abierto a una serie de solicitudes que deben ser traídos a su favor.

Un buen gerente no solo debe esforzarse por construir un equipo que pueda estar en sintonía con las ideas tácticas del técnico, sino que debe elegirlo sin confundir el aspecto humano, en la conciencia de que tiene una “mente abierta” importante, obviamente que se encuentra en un cultura adecuada Un buen entrenador no solo debe saber hablar bien, bajo pena de poder “pasar” rápidamente en las redes sociales si altera un subjuntivo o un condicional, perdiendo credibilidad, sino que debe tener grandes habilidades para escuchar. Los tiempos de tratar con humanidad de la misma manera han cambiado, pero es necesario tener diferentes idiomas en comparación con los que están frente a ti y un buen entrenador debe ser capaz de adaptarse a cualquier persona sobre la base de la cultura y la sensibilidad de los demás.
Y por lo tanto, para concluir, un buen técnico debe ser un gran comunicador en el sentido más amplio del término.