Saper fare scouting sfruttando gli errori degli altri

Sofyane Amrabat è la vera sorpresa del nostro campionato. Centrocampista centrale che al buon fisico abbina cifra tecnica importante e notevole intelligenza calcistica. Parliamo di un giocatore che, visto in video, dà immediatamente una buona impressione, ma che visto dal vivo, regala sensazioni di completezza per il ruolo rivestito, soprattutto se lo vedi a San Siro contro l’Inter. Giocatore che per impatto fisico in campo, può ricordare nel suo incedere e con le dovute proporzioni, Davids ai tempi della Juventus.

Scorrendo la sua carriera, emerge, a dispetto dei suoi 23 anni, un passato in Olanda prima nell’Utrecht e poi al Feyenoord, che hanno preceduto il passaggio in Belgio al Club Brugge, da cui il Verona lo ha prelevato la scorsa estate in prestito con diritto di riscatto fissato a 3,5 milioni di euro. Ottimo quindi l’impatto del centrocampista nordafricano nel campionato italiano e, probabilmente, in questo contesto, si è giovato dei consigli di un tecnico come Juric che, lo scorso anno, ha avuto l’ardire di fare esordire Romero contro la Juventus, non appena si insediò sulla panchina genoana, che prima del suo avvento, giocava con la Primavera e non aveva mai visto il campo.

Guardare la carriera di un giocatore consente di apprezzare una serie di situazioni e, prima di guardare  quella di Amrabat – dato che parliamo di un atleta dal rendimento alto e costante – ci si poteva aspettare una continuità di partite che lo potessero vedere in campo sempre per novanta minuti (razionalmente un giocatore del genere gioca sempre e non lo si toglie mai!) ed invece, scorrendo la carriera e andando a ritroso nel tempo, si nota con stupore che, lo scorso anno, nel club belga non era titolare e le sue 24 presenze lo hanno visto dall’inizio in campo solo dieci volte e quattordici volte è entrato a partita in corsa.

Per cui, considerando la forza del giocatore, due possono essere le possibilità, o chi giocava al suo posto era più forte (ipotesi che possiamo scartare a priori considerando che quel campionato ha un livello notevolmente inferiore rispetto alla nostra “serie A”) o invece,  chi prendeva le decisioni circa la formazione da mettere in campo, non ne aveva colto le potenzialità e questo può lasciare spunti di riflessione importanti perché, per questo giocatore, il Napoli sta per spendere oltre 15 milioni di euro che risultano una valutazione più che coerente con il valore del marocchino, considerando che rimarrà in terra scaligera per i prossimi sei mesi.

Come più volte sottolineato in passato, qualsiasi allenatore va aiutato con uno staff tecnico adeguato e un direttore sportivo che possa, nel confronto costante, permettergli di evitare errori marchiani come potrebbe risultare il non mettere in campo un giocatore così talentuoso e il suo sbarazzarsene successivamente: Cosa dovrebbe pensare il presidente del Club Brugge che sta vendendo a 3,5 un qualcosa che il mercato valuta almeno 15? Con chi dovrebbe prendersela?

Nel frattempo, l’occasione ci offre l’opportunità per evidenziare che in Italia ci sono squadre che sanno fare scouting a grande livello che, oltre al raggiungimento di risultati in campo (chi avrebbe scommesso circa la classifica attuale del Verona?) consente l’ottenimento di plusvalenze importanti. Amrabat non sarà l’unica per il Verona di Tony D’Amico, direttore sportivo da pochi anni, ma scout di lungo corso, infatti le prestazioni del centrale difensivo kosovaro Rrhamani, giunto questa estate dalla Dinamo Zagabria, non sono passate inosservate e potrebbero produrre un ulteriore introito di altri 15 milioni di euro che, rispetto ai due milioni cui è costato il cartellino sono davvero tanta roba. La morale che ne deriva è che il buon scouting può derivare anche dagli errori di valutazione delle altre squadre.

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