L’ANELLO DEBOLE DELLA CATENA

Per giudicare con attenzione un giocatore o una squadra devi osservare quella compagine più volte (Art. Almeno due partite al giorno leggi qui). Non è la scoperta dell’acqua calda, ma un modo per dare un giudizio cercando di sbagliarlo il meno possibile. Tipicamente quando devi seguire un campionato, una squadra andrebbe vista almeno in tre occasioni allo scopo di memorizzare al meglio i giocatori che la compongono e cercare di vederne il maggior numero possibile (Art.: Seguire un metodo di scouting leggi qui).

Se poi ti rendi conto che quel team è ricco di talenti, allora devi aumentare il numero di osservazioni. Può capitare soprattutto quando guardi il campionato argentino (Art.: L’importanza per uno scout della conoscenza analitica del campionato argentino leggi qui) dove è usuale lanciare i giovani e allora può succedere che una squadra non la vedi solo tre volte, ma la guardi il numero di volte corretto per “assaporare” al meglio i prospetti che propone e per valutarli al meglio.

Nell’analisi dettagliata di un club nella ricerca del talento (Art.: La match Analysis ti permette di capire l’anima di una squadra leggi qui), spesso però ti imbatti nel “non talento” ovvero ti rendi conto che quel gruppo risulta monco, in quanto ci sono in campo uno o più giocatori che risultano inadeguati per quel team e per quella categoria (Art.: Quando la squadra la costruiscono i procuratori leggi qui), che gli impediscono di compiere il salto di qualità e che, addirittura, rischiano di compromettere il raggiungimento dell’obiettivo che quella società si è prefissato.

In ogni squadra e in ogni club ci sono giocatori inadeguati, che magari sono pupilli del tecnico e vedono il campo – magari a discapito di altri – che potrebbero dare un contributo decisamente maggiore in termini di qualità.

Recentemente ho relazionato su una squadra il cui allenatore si intestardiva a mettere in campo giocatori troppo distanti dallo standard medio degli altri o della categoria, che poteva migliorare solo con l’introduzione di giocatori normali e dimensionati per il torneo. Il tecnico è stato allontanato e chi è subentrato, solo cambiando quei due-tre elementi ha migliorato decisamente lo score dei risultati (Art.: Chi deve costruire la squadra tra il direttore sportivo e il tecnico? Leggi qui).

Credo che nessun allenatore abbia la bacchetta magica, quindi quando un mister subentra e modifica l’andamento dei risultati in maniera netta, non vuol dire che è un fenomeno, ma vuol dire che chi c’era prima aveva grandi limiti e non aveva colto le potenzialità della rosa, magari dando fiducia a giocatori sottodimensionati o attuando un metodo non adatto alle potenzialità della rosa.

La realtà è che anche nel calcio italiano dove indubbiamente abbiamo i migliori tecnici, qualcuno non eccelle non tanto nell’aspetto tattico, quanto nel comprendere le qualità dei giocatori a disposizione. Magari ha uno staff non adeguato che non risulta capace di supportarlo nelle scelte e ne asseconda le idee errate o peggio, ha un direttore sportivo che non funge da contraltare per il tecnico o per incompetenza o perché soggiogato dalla sua personalità (Art.: Il legame tra direttore sportivo e tecnico leggi qui). 

Il giocatore inadeguato magari lo è per quella categoria, perché troppo giovane o inesperto, o per quella compagine perché magari ha un tasso qualitativo troppo più basso rispetto ai compagni, ma non significa che non possa farsi apprezzare in altre squadre o in altri tornei (Art.: Cosa cerco in un calciatore leggi qui).

La massima corretta è che ogni categoria ha tecnici e giocatori che le sono propri e quindi se un giocatore risulta inadeguato, bisogna avere la forza di fargli fare un passo indietro per farlo crescere.


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