SEGUIRE UN METODO DI SCOUTING

Lavoro per la società di calcio tal dei tali nel reparto scouting. Bene! Concretamente come si organizza e sviluppa il tuo lavoro?

Il lavoro di scouting deve rispondere concretamente alle diverse esigenze di una squadra ed ogni team ha degli obiettivi da raggiungere nell’ambito della ricerca dei profili idonei a essere inseriti nella propria rosa. Tendenzialmente però ogni compagine ha due tipi di richieste che sottopone ai priori scout: la prima è rappresentata dalla relazione sul singolo calciatore che può riguardare l’approfondimento delle caratteristiche  fisiche e tecniche  di un profilo (Art.: Cosa cerco in un calciatore leggi qui) che può derivare o da un suggerimento di un addetto ai lavori, o dalle proposte di un procuratore o ancora, dai profili che sono stati estrapolati dagli altri osservatori a cui è stato affidato un determinato campionato (le cosiddette “relazioni incrociate”). La seconda richiesta è rappresentata dall’assegnazione di un campionato allo scout che deve evidenziare, al termine del suo lavoro, i profili che lo hanno colpito, corredati da report con parte oggettiva sulle caratteristiche evidenti fisiche e tecniche del giocatore e quella con il giudizio dello scout basato su un criterio di soggettività.

Nel lavoro inerente l’assegnazione di un campionato può essere importante una variante che ritengo fondamentale è che può davvero fare la differenza: l’opportunità di scrivere due righe su ogni giocatore di ogni squadra che, se da un lato rende il lavoro lungo e massacrante, dall’altro differenzia lo scout e permette alla sua attività di diventare un’arte. In questo senso assume decisiva importanza il modo di archiviare (Art.: Come e quando archiviare le partite leggi qui) ed è fondamentale scrivere i propri appunti al termine della visione del match come se fosse un’unica attività, quasi assimilabile al terzo tempo di una partita che deve essere “visto” per assicurare completezza allo svolgimento del lavoro.

Per ogni calciatore scrivo nome e cognome, anno di nascita e altezza, il ruolo e due righe che lo sintetizzano e lo identificano; ad esempio la struttura fisica, se è rapido e veloce, se è mancino, se ha gamba, etc., cercando di scrivere informazioni utili per il ruolo che ricopre. Più volte osservo il giocatore, più informazioni vado a inserire. Al termine metto una frase che è rappresentativa del mio modo di archiviare: se il giocatore l’ho visto una volta e mi ha colpito positivamente, segue la dicitura: “buone sensazioni”; oppure la dicitura “da rivedere” sintetizza un giocatore a cui non riconosco particolari qualità, o di cui non sono riuscito a cogliere in quella partita le sue reali potenzialità che mi riservo di approfondire.

Nella seconda o terza visione del giocatore riesco ad avere un quadro più chiaro non solo delle sue peculiarità, ma riesco anche a giudicarlo con maggiore serenità, grazie ad un numero di informazioni maggiori in mio possesso  e quindi posso aggiungere la dicitura “buon giocatore” al giocatore che mi ha colpito, che per me è davvero importante in quanto questo giocatore andrà a finire nel “campino riepilogativo” che altro non è che un file excel, in cui sono presenti tutti i ruoli in cui si suddividono i reparti, oltre ovviamente al portiere.

Questo file assume rilevanza fondamentale quando il responsabile dell’area tecnica andrà cercare gli atleti idonei per quel determinato ruolo da riempire: basterà andare sui vari campini dei vari campionati per trovare il profilo adatto.

Un buon osservatore deve essere in grado di lavorare per squadre di categorie diverse, in campionati di diverse nazioni e deve essere preparato a fornire validi suggerimenti in ogni situazione (Art. Almeno due partite al giorno leggi qui).

Per questo un’ulteriore evoluzione di archiviare le informazioni sui giocatori che vedo è stata l’introduzione di nuove diciture finalizzate a fornire giudizi: “giocatore TOP” per la primissima scelta e “giocatore discreto” per giocatori che non segnalo, ma di cui percepisco delle qualità, che possono tornare utili.

Questo da un lato mi consente di avere archiviati anche giocatori per club di primissimo piano e dall’altro, mi permetterebbe di poter fornire suggerimenti anche a team che appartengono a campionati di seconda fascia, intendendo per prima fascia quelli appartenenti a Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna.

Nello svolgimento del lavoro assegnato o comunque quando si viene incaricati di seguire un campionato o una manifestazione, devo guardare una serie di squadre ed il pericolo in cui mi imbatto e che rappresenta una delle maggiori difficoltà, è la scarsa qualità delle immagini, intesa come scarsa qualità delle riprese che, o sono ad altezza d’uomo e non dall’alto (questo capita spesso con le immagini inerenti le Under 17 e Under 19), o sono troppo distanti, rendendo arduo il riconoscimento del numero della maglia oppure – e ciò accade davvero molto spesso – il sole si diverte a rendere davvero difficile l’individuazione dei calciatori. Ulteriore difficoltà a cui bisogna far fronte è quella inerente le scarse immagini presenti circa la singola squadra da osservare e questo rappresenta, a mio parere, un problema perché ho bisogno di vedere una squadra almeno tre volte affinché il lavoro “giocatore per giocatore” abbia senso. Per cui, quando ho ragionevole dubbio che possono esserci delle problematiche a causa della scarsa qualità delle immagini (su cui il provider non ha ovviamente responsabilità), il lavoro che svolgo prima di iniziare è quello della scelta delle partite dove l’immagine è nitida, che saranno le prime ad essere osservate, allo scopo di consentirmi di memorizzare delle caratteristiche dei giocatori che, se registrate nella mia mente, mi consentiranno di essere approfondite nelle partite con qualità delle immagini inferiore – che saranno le seconde o le terze ad essere visionate – allo scopo di fornire un giudizio sereno sul giocatore. Va da se che in certe situazioni subentra un pò di esperienza e mestiere nella prima individuazione del calciatore con immagini video non eccelse: il colore delle scarpe o la capigliatura possono davvero aiutare.

Quello appena descritto rappresenta una parte di metodologia di lavoro che vuole essere un supporto per chi sta iniziando e si imbatte nelle difficoltà in cui mi imbatto quotidianamente nella gestione di questa attività. Si può prendere spunto e personalizzare il metodo. L’importante, si sa, è il risultato finale.


 

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1 commento

  1. Ognuno ha sicuramente il suo metodo, adattabile per ruolo e caratteristiche del giocatore. Ma nel visionare le partite, quanto conta vederle dal vivo rispetto al classico video? Le sensazioni possono essere differenti? Vorrei affacciarmi a questo lavoro/passione, ma è molto difficile entrare nel giro!

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